GINEVRA (The Thursday Times) — Israele ha continuato a commettere genocidio a Gaza dopo il cessate il fuoco dell'ottobre 2025 mediato dagli Stati Uniti e ha commesso crimini contro l'umanità, tra cui sterminio e tortura, nella Cisgiordania occupata: è quanto ha stabilito una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite.
La Commissione d'inchiesta internazionale indipendente dell'ONU sul Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, e su Israele ha dichiarato che le autorità israeliane hanno continuato a commettere «atti genocidari con l'intento genocida di distruggere, in tutto o in parte, i palestinesi di Gaza». Il rapporto presentato all'Assemblea generale dell'ONU copre il periodo che va dall'inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, al settembre di quest'anno.
Un rapporto della stessa commissione, nel settembre 2025, aveva concluso che Israele aveva commesso genocidio a Gaza e che alti funzionari, tra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu, lo avevano incitato. Israele aveva definito quelle conclusioni scandalose.
«Un confine de facto»
La commissione ha affermato che durante il cessate il fuoco le forze israeliane hanno continuato a usare munizioni pesanti, droni, quadricotteri, artiglieria e fuoco di cecchini in aree densamente popolate. La «Linea gialla», presentata come un confine temporaneo del cessate il fuoco, si stava spingendo sempre più all'interno di Gaza e stava diventando un confine de facto, cosa che secondo il rapporto rispecchia l'espansione del controllo israeliano sul territorio.
Le autorità palestinesi affermano che oltre 74.000 persone sono state uccise nell'offensiva israeliana su Gaza, iniziata dopo l'attacco guidato da Hamas contro il sud di Israele il 7 ottobre 2023, nel quale sono morte circa 1.200 persone.
Cisgiordania
In Cisgiordania, il numero di palestinesi uccisi in attacchi aerei è passato da sei tra il 2008 e il 6 ottobre 2023 a 254 tra il 7 ottobre 2023 e il 30 settembre di quest'anno, si legge nel rapporto. Le operazioni militari israeliane e la violenza costante dei coloni hanno costituito «un attacco diffuso e sistematico» contro la popolazione civile, afferma il documento, secondo cui le operazioni militari dal gennaio 2025 hanno provocato il più grande sfollamento di palestinesi in quell'area dal 1967, con 34.176 persone ancora sfollate in agosto.
«La Commissione conclude che le autorità e le forze israeliane hanno commesso in Cisgiordania i crimini contro l'umanità di sterminio, tortura, stupro e altre forme di violenza sessuale», si legge nel rapporto, oltre a quello di persecuzione. Il presidente della Commissione, Srinivasan Muralidhar, ha dichiarato che l'uccisione di civili e la distruzione di abitazioni in quell'area facevano parte di una strategia più ampia volta a sterminare e allontanare i palestinesi. La commissione ha inoltre criticato l'Autorità Nazionale Palestinese per aver preso di mira i dissidenti e ha affermato che giornalisti e difensori dei diritti sono stati uccisi e feriti.
Israele respinge il rapporto
La missione di Israele a Ginevra ha definito il rapporto parte di una campagna di disinformazione volta a demonizzare il Paese. «Il tentativo di distruggere lo Stato ebraico… continua oggi attraverso gli sforzi di soggetti come la Commissione d'inchiesta dell'ONU per minare la legittimità di Israele e negare il suo diritto fondamentale a esistere e a difendersi», ha dichiarato l'ambasciatore Daniel Meron, esortando la comunità internazionale a ripudiare le conclusioni.
Il rapporto è stato diffuso mentre gli israeliani votavano per le elezioni politiche che decideranno se Netanyahu resterà al potere.



